Breve storia della psicologia del lavoro
La psicologia del lavoro è quella branca della psicologia che si propone di studiare il comportamento dell'uomo nel suo ambiente lavorativo. Animata agli esordi dall'interesse verso la selezione del personale (soprattutto la selezione delle reclute durante la prima guerra mondiale), negli anni trenta espanse il suo campo d'interesse verso lo studio delle condizioni adattive dell'uomo nella situazione professionale, nonché verso la creazione dei tests psicologici destinati alla selezione. Il secondo dopoguerra, con la ricostruzione, vide lo spostamento dell'interesse verso le organizzazioni industriali, l'adattamento dell'uomo al suo ambiente e al suo ruolo professionale, la formazione professionale, mentre andarono diminuendo gli studi sulla selezione del personale.
Il progressivo benessere economico degli ultimi cinquant'anni, unitamente al diffondersi delle nuove tecnologie, ha aperto un recente campo d'indagine, l'ergonomia, volta a studiare l'interazione uomo-computer, ai fini di un continuo miglioramento del contesto lavorativo, in particolare volendo migliorare l'interfaccia comunicativa del computer, adattandola ai meccanismi percettivo-cognitivi dell'essere umano. L'ergonomia, dunque, rappresenta l'ultima frontiera della psicologia del lavoro, ricevendo notevoli contributi dall'ingegneria, le scienze cognitive, l'intelligenza artificiale, a tal punto che sta diventando a tutti gli effetti una scienza autonoma.
La psicologia del lavoro oggi
Si possono distinguere vari ambiti all'interno della più generale psicologia del lavoro. Tra questi:
- Selezione del personale: area in cui si è definita inizialmente la figura dello psicologo del lavoro, prevede l'analisi del profilo psico-attitudinale del candidato, molto spesso coadiuvata dall'uso di tests psicologici, per rispondere alle specifiche esigenze dell'azienda che ricerca quella determinata figura professionale
- Orientamento professionale: indaga le attitudini e le caratteristiche di personalità di un soggetto ai fini di facilitare la scelta della professione e/o del corso di studi. Prevede solitamente l'impiego di una batteria di tests psico-attitudinali
- Formazione professionale: un'area attualmente in espansione, riguarda la trasmissione delle conoscenze lavorative, e lo studio dei metodi più efficaci per l'apprendimento di competenze professionali. Si rivolge sia a disoccupati che a lavoratori già inseriti nel mondo del lavoro
- Psicologia dell'organizzazione: considerata da molti un settore a parte, studia l'interazione tra l'individuo e l'organizzazione lavorativa in cui è inserito. Valuta il lavoro del singolo all'interno del gruppo di lavoro (o del reparto) mediante tecniche di raccolta di informazioni (questionari, interviste), traccia il profilo lavorativo del singolo e/o del gruppo ed eventualmente interviene laddove sia necessario ristabilire un equilibrio del sistema in esame
- Analisi delle mansioni: esamina il comportamento umano nel contesto lavorativo, comportamento inteso come insieme di conoscenze e compiti necessari per ricoprire una data carica lavorativa
- Area della sicurezza sul lavoro: incentivata dalle recenti disposizioni di legge in materia, indaga i fattori soggettivi di rischio negli infortuni lavorativi; una parte cospicua è delegata alla formazione in materia di prevenzione degli infortuni stessi
- Psicopatologia del lavoro: studia le reazioni psico-patologiche dell'uomo sul lavoro; tradizionalmente legata agli interventi per fronteggiare e gestire lo stress, si sta occupando di un fenomeno che sta ricevendo grande attenzione, il mobbing, ovvero il terrorismo psicologico (o qualche altro comportamento distruttivo) messo in atto dai colleghi (o superiori) a danno di una persona
- Ergonomia: nata come studio della relazione uomo-lavoro, si sta attualmente occupando di ottimizzare la relazione uomo-computer (o macchinario in generale), in quanto è questo il partner privilegiato dell'uomo nel contesto lavorativo odierno
Dott.ssa Raffaela Brumat
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